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Le principali malattie sessualmente trasmesse (MST) sono:

CLAMIDIA

La clamidia è causata dal batterio Chlamydia trachomatis. Nell’uomo l’infezione può interessare l’epididimo causando dolori e in alcuni casi anche febbre e si possono riscontrare secrezioni uretrali. La trasmissione avviene attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, orale o anale). Può essere trasmessa anche da madre a neonato durante il parto se la donna gravida è infetta. La diagnosi si basa sulla ricerca degli antigeni o del DNA del microrganismo nei campioni esaminati (es. liquido seminale, secrezioni uretrali, ecc.).

 

HERPES GENITALE

L’herpes genitale è causato dall’Herpes Simplex Virus (HSV) che appartiene alla stessa famiglia del virus che colpisce le labbra. Il più delle volte l’Herpes Simplex Virus di tipo 1 causa herpes labiale, cheratite erpetica e gengivo-stomatite, mentre quello di tipo 2 causa lesioni genitali. Ad ogni modo, entrambi i tipi di virus possono determinare infezioni orali e genitali. Nell’uomo, il virus può colpire lo scroto e il glande. L’infezione si manifesta con vescicole riunite “a grappolo” che regrediscono da sole nel giro di un paio di settimane. Si può associare bruciore, dolore e prurito in particolare quando si formano ulcere profonde che tendono a sanguinare. La diagnosi è spesso solo clinica, esaminando le lesioni caratteristiche e gli eventuali approfondimenti diagnostici si rendono necessari solo in alcuni pazienti.

 

SIFILIDE (LUE)

La sifilide è provocata dal batterio Treponema pallidum. La malattia inizialmente è localizzata e poi tende a diffondersi a tutto il corpo. La particolarità di questa malattia è lo svilupparsi in tre diversi stadi, ognuno caratterizzato da sintomi specifici e da un diverso decorso:

  • stadio 1 – sifilide primaria (da 10 a 90 giorni dopo il contagio): compaiono ulcere dure non dolorose (sifilomi) che si possono localizzare sul pene, nell’ano, nella vagina o in bocca. Si associa un ingrossamento dei linfonodi che si trovano vicino alla lesione iniziale. L’ulcera scompare in un periodo che varia da qualche giorno fino a tre settimane ma la progressione della malattia continua senza segni visibili;
  • stadio 2 – sifilide secondaria (tra 2 e 6 mesi dopo il contagio): compaiono eruzioni rossastre (su i genitali o in altre zone del corpo) a volte accompagnate da febbre, perdita di peso corporeo e artralgie;
  • sifilide latente (dal termine dello stadio 2 fino all’inizio dello stadio 3): in questa fase, anche se non sono presenti i classici sintomi della lue, il paziente resta contagioso. I soggetti immunodepressi o immunosoppressi hanno maggiore probabilità di sviluppare una sifilide tardiva ben più grave degli stadi iniziali;
  • stadio 3 – sifilide terziaria: può durare anche 10-20 anni. In questa fase si può avere il coinvolgimento sistemico, in particolare dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso centrale. Il danno può essere così serio da portare alla morte.

La sifilide aumenta fino a 7 volte il rischio di contrarre il virus dell’HIV, durante un rapporto sessuale non protetto con una persona sieropositiva.

 

TRICOMONIASI

La tricomoniasi è un’infezione genitale sessualmente trasmessa, causata dal Trichomonas vaginalis, un parassita. Generalmente, nell’uomo l’infezione è asintomatica. Quando sono presenti sintomi, questi possono essere bruciore durante l’eiaculazione o durante la minzione o perdite biancastre dall’uretra. Sono dei sintomi totalmente aspecifici, che possono essere causati da vari batteri che possono colonizzare l’apparato genito-urinario. Per questo motivo la diagnosi è esclusivamente medica a seguito di opportuna visita e prescrizione di esami di laboratorio.

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