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Si considera “infertile” la coppia che non riesce ad ottiene un concepimento dopo 12 mesi di rapporti liberi e non protetti.

Si parla di infertilità di coppia perché nella maggior parte dei casi si riscontrano condizioni patologiche in entrambi i partner, in particolare quando si è desiderosi di prole in età avanzata. Per questo motivo è indispensabile per una corretta diagnosi e terapia dell’infertilità, gestire la coppia con un approccio integrato andrologico – ginecologico e psicologico, seguendo protocolli e procedure condivise.

 

CAUSE DELL’INFERTILITÀ MASCHILE

I fattori responsabili dell’infertilità maschile sono numerosi. Spesso si tratta di una condizione dove più fattori, alcuni non modificabili, determinano la condizione patologica:

  • varicocele: rappresenta una dilatazione con incontinenza del plesso venoso pampiniforme che determinano un’alterazione dei parametri seminali. È possibile eseguire una correzione microchirurgica di tale anomalia vascolare, in regime di Day Surgery, con rapidi tempi di ripresa
  • alterazioni ormonali: le più frequenti sono l’ipogonadismo ipogonadotropo (ipogonadismo da ridotti livelli di testosterone con FSH e LH bassi) e l’iperprolattinemia da aumentata secrezione della prolattina da parte dell’ipofisi
  • anomalie genetiche: le principali alterazioni genetiche che determinano infertilità sono le traslocazioni cromosomiche, la sindrome di Klinefelter, la fibrosi cistica e le microdelezioni del cromosoma Y
  • infezioni genito-urinarie da Clamidia, Micoplasma, Ureaplasma e virus della parotite epidemica
  • dismetabolismo: insufficienza renale, epatopatie, alterato metabolismo glucidico e obesità, influenzando la spermatogenesi, possono determinare una riduzione della concentrazione del numero di spermatozoi nel liquido seminale
  • eiaculazione retrograda o aneiaculazione
  • esposizione a sostanze tossiche (ad es. pesticidi, diserbanti ed idrocarburi policiclici aromatici)
  • esposizione a radiazioni ionizzanti
  • terapie con farmaci gonadotossici, in particolare i chemioterapici
  • presenza di anticorpi antispermatozoi
  • fumo e abuso di alcool

 

PRINCIPALI ALTERAZIONI

  • oligospermia: quando la concentrazione degli spermatozoi è inferiore a 15 milioni/ml
  • astenozoospermia: se meno del 32% di spermatozoi si muove in maniera progressiva
  • teratozoospermia: quando la percentuale di spermatozoi morfologicamente normale nel campione esaminato è inferiore al 4%. Quando sono presenti tutte e tre le alterazioni, si parla di oligoastenoterazoospermia (OAT)
  • azoospermia: assenza completa di spermatozoi nell’eiaculato, anche dopo centrifugazione
  • ipoposia: riduzione del volume del liquido seminale eiaculato è inferiore a 2 ml
  • aneiaculazione: indica la mancata espulsione del liquido seminale in concomitanza o meno con l’orgasmo

 

LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA)

Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si intende l’insieme di tutti i trattamenti per la fertilità nei quali i gameti femminili (ovociti) e maschili (spermatozoi), vengono trattati per determinare il processo riproduttivo. Le varie tecniche oggi a disposizione sono:

  • Inseminazione Intrauterina semplice – IUI (tecnica di I livello): questa tecnica prevede, l’introduzione del seme maschile nella cavità uterina. Contemporaneamente, si monitora l’ovulazione della donna, al fine di favorire l’incontro spontaneo nel corpo femminile dei due gameti
  • Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer – FIVET (tecnica di II livello): questa tecnica prevede una serie di passaggi:
    • stimolazione farmacologica dell’ovaio al fine di produrre più ovociti
    • prelievo chirurgico (pick-up ovocitario) sotto guida ecografica degli ovociti prodotti
    • inseminazione spontanea degli ovociti in piastra di coltura (ca. 25000 spermatozoi per ciascun ovocita)
    • fecondazione degli ovociti
    • sviluppo degli embrioni
  • Iniezione intracitoplasmatica – ICSI (terapia di III livello): questa tecnica prevede gli stessi passaggi della FIVET, fino al momento della fecondazione. Con la ICSI, al posto dell’inseminazione spontanea, un singolo spermatozoo ritenuto idoneo dai biologi viene iniettato all’interno del citoplasma dell’ovocita. La metodica ICSI permette di superare il problema della ridotta motilità degli spermatozoi o di una loro bassa concentrazione nell’eiaculato

 

PRELIEVI TESTICOLARI

In caso di azoospermia, si procede con il recupero testicolare utilizzando varie tecniche:

  • Aspirazione Percutanea di Spermatozoi per via Testicolare (TESA): gli spermatozoi vengono prelevati dai testicoli mediante ago-aspirazione
  • Estrazione di Spermatozoi per via Testicolare (TESE) o microTESE: gli spermatozoi non eiaculati vengono prelevati dai testicoli, tramite una biopsia chirurgica o microchirurgica con l’ausilio di un microscopio operatorio ad alto ingrandimento
  • Aspirazione Microchirurgica di Spermatozoi dall’Epididimo (MESA): il recupero degli spermatozoi avviene attraverso la microaspirazione dall’epididimo, con metodica microchirurgica
  • Aspirazione Percutanea di Spermatozoi dall’Epididimo (PESA): il recupero degli spermatozoi viene effettuato per via transcutanea a livello dell’epididimo, organo al cui interno gli spermatozoi si depositano e sviluppano la motilità

 

DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE INDICANO CHE:

  • su 10 coppie il 20% circa (1 su 5) ha difficoltà a procreare per vie naturali. Vent’anni anni fa la percentuale era circa la metà
  • circa il 40% delle cause di infertilità riguardano prevalentemente la componente
    femminile, l’altro 40% riguarda la componente maschile ed un 20% invece è di natura mista
  • negli ultimi 50 anni il numero di spermatozoi nel maschio si è ridotto della metà
  • negli ultimi 30 anni l’età media al concepimento in ambo i sessi è aumentata di quasi 10 anni, sia per l’uomo che per la donna
  • nei primi 10 anni di vita le patologie maschili che più danneggiano la fertilità sono il criptorchidismo, le orchiti e la torsione del funicolo spermatico
  • nel periodo puberale (12-14 anni) le patologie maschili che più danneggiano la fertilità sono problemi ormonali e il varicocele che prosegue a danneggiare la fertilità per tutta la vita
  • dai 14 ai 20 anni le patologie maschili che più danneggiano la fertilità sono le infezioni genitali e gli stili di vita alterati
  • dai 20 ai 40 anni potrebbero manifestarsi anche problemi più o meno gravi di sessualità, specie nel maschio
  • nella donna fra i 10 e i 15 anni le patologie femminili che più danneggiano la fertilità sono i disturbi del comportamento alimentare e le infezioni genitali oltre alle alterazioni ormonali
  • nella donna fra i 15 e i 20 anni le patologie femminili che più danneggiano la fertilità sono le infezioni, gli alterati stili di vita
  • nella donna fra i 20 e i 40 anni le patologie femminili che più danneggiano la fertilità sono i disturbi ovulatori, l’ovaio policistico, le infezioni genitali e i fibromi

Fonte: www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2083_listaFile_itemName_0_file.pdf

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