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I disturbi dell’eiaculazione comprendono l’eiaculazione precoce, l’eiaculazione ritardata e l’eiaculazione retrograda.

 

EIACULAZIONE PRECOCE

L’eiaculazione precoce rappresenta il disturbo eiaculatorio più frequente. Si definisce eiaculazione precoce una condizione ricorrente di eiaculazioni con minima stimolazione prima (ante portam), durante o immediatamente dopo la penetrazione vaginale e prima che la persona lo desideri, determinando una situazione di insoddisfazione per sé stessa e la partner. Chi soffre di eiaculazione precoce ha una ridotta capacità ad esercitare l’azione di controllo volontario sul riflesso eiaculatorio e questo disturbo può insorgere ad ogni età e manifestarsi sin dai primi rapporti sessuali (primaria) o può subentrare in qualsiasi altra fase della vita (secondaria).

L’eiaculazione precoce si può anche classificare come situazionale quando il disturbo si manifesta solo con alcune partner o in certe condizioni ed globale quando il disturbo si manifesta in ogni situazione e con qualsiasi partner.

Spesso l’eiaculazione precoce rappresenta la manifestazione “fisica” di un problema psicogeno come l’ansia da prestazione; in altri casi può essere causata da alterate condizioni anatomiche (ipersensibilità del glande, frenulo breve) o infezioni dell’apparato genito-urinario.

La diagnosi dell’eiaculazione precoce si avvale del colloquio andrologico iniziale con il paziente, un’accurata anamnesi sessuologica e farmacologica, un esame obiettivo generale oltre ad una valutazione di esami ormonali e neurofisiologici somatosensoriali.

La terapia si potrà basare su un percorso sessuologico, anche di coppia, sulla correzione chirurgica delle anomalie anatomiche riscontrate nel corso dell’esame obiettivo, sul trattamento di eventuali infezioni genitali, sull’utilizzo di farmaci antidepressivi che inibiscono il meccanismo eiaculatorio a livello centrale o prescrivendo terapie locali che desensibilizzano il glande.

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EIACULAZIONE RITARDATA

L’eiaculazione ritardata è un disturbo eiaculatorio molto meno frequente dell’eiaculazione precoce, anche se in costante aumento. Viene definita come persistente o ricorrente ritardo dopo una stimolazione sessuale adeguata per durata e intensità. Generalmente non vi è associata disfunzione erettile, la libido e il desiderio di avere un orgasmo è conservato ma vi è una inibizione del riflesso eiaculatorio.

Come per l’eiaculazione precoce, anche l’eiaculazione ritardata si può classificare come situazionale, globale, primaria o secondaria. Nella maggior parte dei casi il disturbo ha un’origine psichica ed è da ricollegarsi ad avvenimenti traumatici associati ai rapporti sessuali ed al timore di un concepimento. Anche patologie neurologiche possono essere causa di eiaculazione ritardata come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla o la neuropatia diabetica. L’utilizzo di droghe o farmaci antidepressivi può essere un’altra causa di eiaculazione.

La terapia è volta a rimuovere le cause psicologiche (le cause più frequenti) tramite un percorso psico-sessuologico personalizzato.

 

EIACULAZIONE RETROGRADA

Per eiaculazione retrograda si intende il caso in cui lo sperma viene secreto normalmente, ma viene emesso in vescica dando la sgradevole sensazione di non aver eiaculato. Per questo chiamato spesso “orgasmo secco. Il liquido seminale viene successivamente emesso con il primo mitto urinario dopo l’orgasmo.

Generalmente l’eiaculazione retrograda è una condizione dovuta all’uso di farmaci come gli alfa-bloccanti utilizzati quotidianamente per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB), gli antidepressivi e gli ansiolitici.

Anche interventi chirurgici che danneggiano lo sfintere uretrale liscio, traumi pelvici e processi neurodegenerativi possono causare l’eiaculazione retrograda.

Quando la causa è un farmaco, si può riottenere un orgasmo fisiologico, con emissione di sperma all’esterno, modificando opportunamente la terapia.

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