Oncologia andrologica

TUMORE DEL TESTICOLO

ll tumore del testicolo è la neoplasia solida più comune nell’uomo tra i 15 ed i 40 anni e, pur essendo un tumore piuttosto raro costituendo l’1% delle neoplasie dell’uomo, è responsabile del 10–15% dei casi di morte per neoplasia maligna nei pazienti appartenenti a questo gruppo di età.

Il criptorchidismo è uno dei principali fattori di rischio del tumore testicolare. In questo caso è importante una sorveglianza nel tempo, mediante ecografia del testicolo ritenuto ed esami ematochimici.

DIAGNOSI

Come nella mammella della donna, è importante autopalparsi i testicoli alla ricerca di tumefazioni o anomalie. Generalmente, quando il tumore è presente sulla superficie del testicolo, viene avvertito come un nodulo duro non dolente.

Quando si notano anomalie, aumento di volume di solo uno dei testicoli o nodularità è importante recarsi al più presto dall’Andrologo per una visita di inquadramento.

TERAPIA

Il primo step della terapia è l’asportazione chirurgica del testicolo coinvolto e del funicolo spermatico. Possono essere previsti cicli di chemioterapia o radioterapia post-operatoria. Ciò dipenderà dal tipo di neoplasia e dall’estensione della malattia. Per questo è importante una diagnosi tempestiva.

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TUMORE DEL PENE

Il tumore del pene è generalmente una neoplasia a cellule squamose. È un tumore piuttosto raro (circa 1 ogni 100000 maschi). Sul pene possono comparire anche altre lesioni come il carcinoma basocellulare e il melanoma.
Il principale fattore di rischio di questa neoplasia è sicuramente l’infezione da HPV (sierotipi ad alto rischio) a trasmissione sessuale. Altri fattori di rischio noti per il tumore del pene sono la fimosi sia essa congenita o acquisita, l’età avanzata, condizioni infiammatorie croniche come il lichen scleroatrofico e il fumo.
Il praticare una circoncisione precoce riduce l’incidenza del tumore del pene di 3-5 volte. Se praticata in età adulta non sortisce effetti protettivi.

DIAGNOSI

Generalmente il paziente riscontra una variazione di colore o di consistenza della pelle. Si possono formare noduli o ulcerazioni che possono essere dolorose o meno. Anche placche superficiali di colore rosso o biancho presenti sul foglietto interno del prepuzio o sul glande devono essere controllate.
L’esame obiettivo completo di dermatoscopia genitale e valutando anche la presenza di un’eventuale adenopatia inguinale è il primo passo del percorso diagnostico-terapeutico. Se, all’atto della visita ci si rende conto che le lesioni del pene sono sospette di malattia neoplastica, si procede con una biopsia per arrivare ad una diagnosi certa. In caso di diagnosi positiva di tumore del pene, potrebbe rendersi necessario ricorrere ad indagini diagnostiche quali l’ecografia, la TC o la PET per valutare le masse linfonodali e verificare così la reale estensione della malattia.

TERAPIA

La chirurgia è il trattamento più utilizzato per il tumore del pene. A seconda dello stadio della malattia, si usano metodiche diverse: in caso di malattia superficiale e localizzata si procede con una tecnica conservativa. Nel caso in cui il tumore ha invaso il pene nei piani profondi, si rende necessario effettuare interventi sicuramente più radicali come l’asportazione parziale o totale del pene.

La radioterapia e la chemioterapia fanno parte del trattamento integrato quando la malattia si è ormai diffusa ad altri tessuti o organi.

© Dott. Marco Fasbender Jacobitti – Tutte le informazioni riportate in questo sito hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso possono costituire la prescrizione di un terapia o sostituire la visita.