Crioterapia

La crioterapia dermatologica (o criochirurgia) è una metodica per il trattamento di varie lesioni cutanee. Viene applicato sull’area interessata azoto liquido che raggiunge i -196°C. Per questo l’utilizzo di tale sostanza è di esclusiva competenza medica. L’azoto liquido determina un’ustione da congelamento con formazione intracellulare di cristalli che causano la morte delle cellule per shock termico.

 

INDICAZIONI ALL’USO DELLA CRIOTERAPIA

Il trattamento dei condilomi acuminati rappresenta la principale indicazione all’uso della crioterapia, insieme a lesioni della cute come verruche volgari e fibromi penduli di piccole dimensioni.
L’azoto liquido può essere applicato sulla lesione con un bastoncino tipo cotton fioc (dip stick), con un erogatore spray o attraverso particolari sonde (Cryoprobe). Queste ultime permettono sia un’elevata selettività di trattamento che una profonda penetrazione del freddo generato.
I tempi di guarigione sono di circa 10 giorni, senza la presenza di cicatrici.

 

EFFETTI COLLATERALI DELLA CRIOTERAPIA

Il trattamento è relativamente indolore. Ad ogni modo, nell’immediato post-operatorio, si possono manifestare arrossamenti, gonfiori e la formazione di bolle sierose o siero-ematiche, come quelle che si riscontrano in una comune ustione.
Una precoce esposizione ai raggi UV o solari può determinare una discromia dell’area coinvolta, in particolare quando sono state trattate lesioni profonde.

 

CONTROINDICAZIONI DELLA CRIOTERAPIA

Un trattamento crioterapico è generalmente controindicato in soggetti di età inferiore a 6 anni, oltre ai pazienti affetti da arteriopatie periferiche (es. malattia di Raynaud) o ipersensibili al freddo.